
Jimmy della Collina
Titolo originale: Jimmy della Collina
Nazione: Italia
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 90'
Regia: Enrico Pau
Sito ufficiale: www.jimmydellacollina.com
Cast: Nicola Adamo, Valentina Carnelutti, Francesco Origo, Massimiliano Medda, Giovanni Carroni, Gisella Vacca, Caterina Silva
Produzione: X Film, Fondazione OPE
Distribuzione: Aranciafilm
Data di uscita: 04 Aprile 2008 (cinema)
Trama:
Sarroch (Sardegna sud-occidentale) sonnecchia tra le montagne, il mare e il profilo delle alte ciminiere di una raffineria petrolchimica. Jimmy ci vive da quasi diciotto anni con la sua famiglia di operai. La totale assenza di alternative concrete per i giovani come lui, possono portare a delle scelte che rischiano di rovinare per sempre l'esistenza, infatti, dopo un tentativo di rapina, Jimmy finisce nel carcere minorile. Le cose sembrano poter migliorare quando entra nella comunità di recupero "La Collina", dove conosce Claudia, una delle ragazze che aiutano padre Ettore a portare avanti la comunità. Ma la via del riscatto sociale é difficile da portare a termine e gli ostacoli si presentano in ogni momento.
Jimmy della Collina
Questa opera seconda di Enrico Pau è tratta da un emozionante romanzo di Massimo Carlotto e racconta le esperienze di un giovane, non ancora maggiorenne, di Sarroch, paese poco lontano da Cagliari situato a ridosso di una importante raffineria petrolchimica.
Jimmy, il protagonista della storia, proviene da una famiglia di operai, occupati proprio nella raffineria. La sua unica reale prospettiva è quella di seguire le orme del padre e del fratello, di cui si festeggia simbolicamente la recente assunzione, in fabbrica. Ma Jimmy ha dei sogni, la sua mente aspira a qualcosa di diverso, vaga per paesi lontani, in particolare vorrebbe partire per il Messico. Per realizzare il suo sogno non esita a ricorrere ai consigli di un esperto ladro per fare una rapina. Ma l’inesperienza di Jimmy, unita al tradimento dei suoi complici, gli spalancano le porte del carcere minorile di Quartucciu e, successivamente, quelle della comunità “La collina”, diretta da Don Ettore Cannavera, che svolge un lavoro importantissimo di recupero e reinserimento di questi sfortunati giovani.
Un percorso, quello descritto da Pau, che scandaglia i sentimenti, i desideri di un giovane che sente dentro di se una grande rabbia e frustrazione, scontento della sua condizione e che, nell’errato tentativo di migliorarla, sprofonda in un abisso di sbarre e disperazione. Una storia tragica, descritta dal regista con sensibilità e delicatezza, ma che allo stesso tempo mostra con impietosa freddezza la dura realtà in cui vivono questi giovani, la fragilità nascosta dietro atteggiamenti strafottenti e aggressivi.
A supportare il regista in questa difficile narrazione un cast veramente dotato, a partire dal giovane protagonista interpretato da Nicola Adamo, che riesce ad esprimere il disagio del suo personaggio con la sola espressione degli occhi. Bravissima e intensa anche Valentina Carnelutti nei panni di Claudia, personaggio fondamentale nella dinamica della storia, sempre presente nella vita di questi giovani.
Una pellicola impegnata, che coinvolge lo spettatore di qualsiasi età e lo porta all’interno del mondo di Jimmy. Lo trasporta all’interno di quel carcere, le cui sbarre sembrano chiudersi attorno anche a chi guarda il film, e gli fa provare la speranza quando varca il cancello, che rimane sempre aperto, della comunità.
"Jimmy dalla collina" è un altro di quegli esempi positivi della cinematografia italiana che, realizzato con un budget limitato, ha già ricevuto numerosi riconoscimenti e, cosa ancora più importante, l’approvazione degli spettatori, in particolare degli adolescenti che si riconoscono in Jimmy.
Erika Melis (film up)
Critica "Fin dalle prime scene il secondo film del cagliaritano Enrico Pau, occhio attento a emarginati e periferie (il cast mescola pochi attori a personaggi veri), elegge a centro del racconto i corpi dei personaggi. Niente sociologia, nessun moralismo latente o palese. Jimmy ha 17 anni, prima della rapina va a puttane, perché così gli ha consigliato il professionista. E anche dentro, in cella, e poi in comunità di recupero, è sempre il corpo a comandare immagini, parole, gesti. Nei rapporti con i compagni, nell'attrazione impossibile per la volontaria che per ragioni da non rivelare si prende cura di lui (la sempre intonatissima Valentina Carnelutti), nei momenti di verità strappati alla rabbia e ai tentativi di fuga, Pau resta ancorato alla materialità del vivere, al cibo, il sesso, la terra. Dunque firma uno dei rari film italiani immuni dal vizio di questi anni, l'ipocrisia. E proprio per questo capace di restare dentro a lungo, dopo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 25 aprile 2008)
"Il bel film di Enrico Pau non giudica, osserva la rabbia giovanile secondo il romanzo di Carlotto e la vita del carcere minorile di Cagliari, inserendo attori, Nicola Adamo e Valentina Carnelutti tra i detenuti. E' quasi tutto vero o verosimile, comprese nevrosi e isterie, fino alla scorciatoia sentimentale in agguato. Ma lo stile è forte e personale, molto alla Truffaut, capace di mordere la vita ma anche di affabularci coi sogni. Una bella conferma." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 maggio 2008) |