La classe - Entre les murs
Titolo originale: Entre les murs
Nazione: Francia
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Laurent Cantet
Cast: François Bégaudeau
Produzione: Haut et Court
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: Cannes 2008 10 Ottobre 2008 (cinema)



Trama:

L'inizio di un nuovo anno scolastico in una scuola di un quartiere disagiato, riserverà a François, insegnante sui generis di francese una brutta sorpresa. Nonostante i suoi metodi non siano per niente severi, ma, al contrario il suo modo di porsi nei confronti degli alunni é piuttosto malleabile, alcuni studenti mettono in discussione il suo comportamento, mettendo in crisi il suo rigore professionale...

La classe - Entre les murs

Il regista francese Laurent Cantet, autore, tra gli altri, di Verso il sud, con Entre les murs ci porta "fra le mura", cioè dentro una classe di un liceo. Colpito dal best seller di François Bégaudeau, dall’omonimo titolo, che racconta, in una sorta di diario, le sfide quotidiane di un professore di lettere, Cantet ha deciso che nessuno meglio di Bégaudeau potesse ricoprire il ruolo del professore. Chi più di Bégaudeau stesso sarebbe stato in grado di rappresentare il proprio lavoro quotidiano, avulso da ogni finzione e maschera attoriale?
"Avevo necessità di uno sguardo che venisse dall’interno. Il rapporto di François con il suo mestiere e i suoi allievi era molto singolare. Lui mi ha aiutato anche con suggerimenti su alcune scene e su alcuni passaggi del progetto", ha dichiarato Cantet.
L’intento del regista, spesso definito "il Ken Loach francese", è chiaro: spogliare il mezzo cinematografico di ogni finzione, di ogni sovrastruttura recitativa e offrire la realtà, in una sorta di finto documentario in cui la macchina da presa sembra assente o ferma, pronta a cogliere ciò che le passa davanti.
"Sembra" assente, perché in realtà Cantet segue i due punti di vista, quello dell’insegnante nel suo confrontarsi con gli studenti e quello, molteplice, di più sguardi, di ogni studente e fra studenti, colti nelle interazioni con il professore ma anche tra loro. Un uso naturalistico, abilissimo della macchina da presa, sorretto da una mano leggera e "invisibile", cui non sfugge né una frase, né uno sguardo o un sospiro.
Cantet filma le sfide e le lotte quotidiane che avvengono in una qualsiasi classe di un qualsiasi liceo francese di periferia: multirazziale, "normale", non elitario ma neppure estremo. Una scuola come tante. Una scuola "normale", se il termine ha un qualche significato.
Tra ribellioni, confronti verbali, piccoli drammi, situazioni comiche, Entre les murs è un film sull’insegnamento e sull’essere studenti, un’opera più vera del vero, che registra la quotidianità, le fatiche dell’insegnare lungo un intero anno scolastico.
François Bégaudeau recita il suo modo di insegnare, in cui ogni frase, ogni termine, ogni forma verbale è oggetto di confronto e discussione, ma in cui, in un’impostazione pedagogica ultrademocratica, Bégaudeau impone delle regole, l’alzarsi in piedi all’arrivo del professore, il dargli del lei, l’atteggiamento composto… tutte regole di disciplina necessarie per poter stabilire chiaramente, senza confusioni, i ruoli e per poter lavorare – anche se faticosamente.
Cantet riprende il quotidiano di quest’arena, con leoni affamati e ansiosi di essere soddisfatti. Nella giustificazione del sapere e di ogni regola.

Giulia Baldacci (FILM UP)

Critica

"'Entre les murs', che Laurent Cantet ha tratto dall'omonimo libro dell' ex insegnante François Bégaudeau, chiamato a interpretare il professore che per un anno insegnerà francese a una classe di quattordicenni. Cantet fa onore al suo passato di regista "impegnato" (Risorse umane, A tempo pieno) evitando tutte le trappole che il tema "scuola" può creare. Niente facile demagogia, nessuna generalizzazione né falsificazione drammatica: l'insegnamento della lingua francese a degli scolari della periferia parigina, dove il miscuglio di razze va di pari passo con quello sociale e familiare, è lo strumento per farci entrare nelle tante (troppe?) contraddizioni del sistema scolastico, nelle difficoltà e nelle stanchezze di una professione come l'insegnamento (le scene del consiglio dei professori sono molto indicative) ma anche nelle potenzialità e nelle ambiguità di una condizione come quella di allievo. Riuscendo così a raccontare una "normalità" fatta di rapporti quotidiani, problemi e tensioni, scontri, parole e discussioni. A cui una macchina da presa mobilissima e sempre addosso alle persone riesce a restituire il sapore di una verità che non si dimentica tanto facilmente." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 25 maggio 2008)

"Si tratta di un quasi-documentario, tratto dal libro omonimo pubblicato due anni orsono dal trentasettenne Francois Bégaudeau, interpretato dallo stesso ex insegnante di scuola media e realizzato facendo interpretare se stessi a ventiquattro alunni della scuola di un quartiere «difficile» parigino. Grazie a un sofisticato lavoro preparatorio e al delicato equilibrio tra immedesimazioni e recitazioni, il risultato è intenso e originale, ancorché a rischio di monotonia specialistica. Comunque le lezioni, i collegi dei professori, gli scontri, l'irruzione del mondo esterno, i ruoli coperti o scoperti delle famiglie e la conflittualità permanente innescata dalla multietnicità del gruppo riescono nell'intento di comunicare non solo le pene della categoria disprezzata e malpagata degli insegnanti, ma anche i dubbi e i drammi dei ragazzi di umili origini incapaci di comprendere la necessità della diciplina e della gerarchia e sempre in bilico tra la scuola e la strada." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 25 maggio 2008)

"In 'Entre les murs', film di due ore girato interamente tra le aule di una scuola, si mantengono queste prerogative di chiusura esistenziale, intesa come impraticabile via di scampo oltre i termini della visione. Cantet prova a mettere in scena un'opera che illustra nuovamente la quotidianità urbanizzata francese altalenando la possibile armonia e l'incombente frattura comunicativa tra il giovane professore di francese François e la mescolanza di scolari della classe quarta di una scuola media parigina del 20esimo arrondissement. La democratica applicazione dell'uso della lingua francese, in una classe non proprio da disperata periferia, e il tentativo di imporre una moderata disciplina a una truppa di ragazzini con le loro esuberanti necessità, diventa analisi dell'ambiguità del reale che sfocia in una intensa drammaturgia dal finale notevolmente pessimista." (Davide Turrini, 'Liberazione', 25 maggio 2008)

"Tutto un paese in un'aula scolastica. Di più: un intero continente (l'Europa multietnica), uno stile di vita (il nostro), un sistema sociale (la democrazia). Non raccontati ma piuttosto svelati da un piccolo grande film che è una vera lezione, 'Entre les murs'. Per la semplicità dei mezzi, per il rigore del metodo, per la complessità del risultato. Sono rari i film che comunicano con tanta forza il sentimento del presente. Presente del mondo in cui viviamo, ma anche del cinema che lo ausculta cambiando strategie per restituirne l'inafferrabile verità. E qui veri sono i ragazzi, allievi di un liceo parigino e spesso figli di arabi, africani, cinesi, attori e co-autori di personaggi che devono molto (ma non tutto) alla loro vita. Vero è il professore, François Bégaudeau, autore di un romanzo sulle sue esperienze, ora protagonista e co-sceneggiatore del film. E veri sono i rapporti costruiti da questa classe (finta) con il loro (vero) professore, negli atelier di improvvisazione e poi sul set.
Cosa trasmettere ad allievi così eterogenei?" (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 26 maggio 2008)

"'Entre le murs', ovvero 'In classe', era il titolo del libro che François Bégaudeau, allora trentacinquenne professore alle scuole medie, scrisse due anni fa, con grande successo di pubblico e di critica. Adesso è diventato il film di Laurent Cantet con Bégaudeau che recita se stesso e gli studenti di una scuola periferica del 20˚ arrondissement parigino a fargli da corona. Il risultato è molto bello e dà un'idea non solo e non tanto dell'eroismo oscuro di una categoria vituperata e malpagata qual è quella degli insegnanti, ma anche delle difficoltà di un universo studentesco, multietnico spesso di umili origini, stretto fra la scuola e la strada, la necessità di un ordine e la difficoltà a comprendere la disciplina, il senso dei ruoli e l'incapacità a mantenere le distanze..." (Stelio Solinas, 'Il Giornale', 24 maggio 2008)

"La figura dell'insegnante appare nella sua versione più desolata, il povero Bégaudeau, autore del libro e protagonista principale del film, è davvero uno sciagurato, quasi un inetto, che non ne fa una giusta neanche per sbaglio. (...) Mai osa proporre ai ragazzi un brano di Shakespeare, una poesia di Baudelaire, qualcosa di alto e nobile che possa modificare la loro sensibilità: non crede più alla potenza dell'arte, del pensiero, della bellezza, si accontenta di aderire timorosamente alla vita degli studenti, di certificare l'esistente, lo status quo, la vita così com'è, ed è una brutta vita. Finirà ad insultare due allieve e a farsi minacciare dal bullo della classe, poi espulso a forza dalla scuola. Un insuccesso totale, una catastrofe." (Marco Lodoli, "la Repubblica', 14 ottobre 2008)