
Quel che resta di mio marito
Titolo originale: Bonneville
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 93'
Regia: Christopher N. Rowley
Sito ufficiale: www.bonnevillethemovie.com
Cast: Joan Allen, Kathy Bates, Jessica Lange, Tom Skerritt, Arabella Field, Ivey Lloyd, Kari Hawker, Jodi Russell, Christine Baranski, Tom Amandes, Victor Rasuk, Tom Wopat
Produzione: SenArt Films, Drop of Water Productions
Distribuzione: Teodora Film
Data di uscita: 17 Ottobre 2008 (cinema)
Trama:
Arvilla Holden (Jessica Lange) ha appena perso suo marito, Joe, dopo vent'anni di matrimonio e di intesa perfetta. Quando l'odiosa figliastra Francine reclama le ceneri del padre (che Arvilla ha promesso di spargere al vento), minacciando altrimenti di toglierle la casa, la donna accetta di mettersi in viaggio per la California, portandosi dietro l'urna di Joe. A bordo di una Cadillac Bonneville rossa fiammante le fanno compagnia le sue migliori amiche, Margene e Carol (Kathy Bates e Joan Allen), che decidono di non lasciarla sola in questa avventura. Se per Carol, la più timida, si tratta di una delle rare occasioni di separarsi dal marito e dai figli, Margene è ancora single e sprizza entusiasmo e ironia: così, mentre le tre donne attraversano i grandi spazi aperti dell'America, quello che sembrava dover essere un viaggio malinconico diventa l'occasione per tornare ad assaporare la libertà di un tempo e le gioie dell'amicizia. A rendere il tragitto ancora più ricco di sorprese sono gli incontri con il giovane autostoppista Bo (Victor Rasuk), e con il prestante Emmett (Tom Skerritt), camionista e gentiluomo che si lancia nel corteggiamento di Margene, con esiti imprevedibili. Tra piacevoli deviazioni, incidenti di percorso e una puntata a Las Vegas in cui anche Carol si lascia andare all'euforia del momento, la missione è finalmente compiuta e Arvilla consegna le ceneri di Joe in tempo per il funerale. Se non fosse che una nuova sorpresa attende tutti proprio durante la cerimonia...
Quel che resta di mio marito
Primo film americano distribuito dalla Teodora Film che inizia la stagione cinematografica 2008 – 2009 con una pellicola adulta, dal sapore amabilmente agrodolce. Le "divinità" Jessica Lange, Kathy Bathes e Joan Allen vengono dirette con mestiere dal regista esordiente Christoher N. Rowley in un "on the road" tutto al femminile.
Arvilla Holden, alla morte del marito, si ritrova di fronte un dilemma esistenziale: spargere per l’America le ceneri del marito, come lui stesso gli aveva chiesto, o cedere l’urna alla figliastra che la minaccia, nel caso di rifiuto della donna, di togliergli la casa. Arvilla decide di prendersi un periodo di riflessione in cui, con le amiche storiche Margene e Carol, compie un viaggio itinerante per gli Stati Uniti...
Partiamo dalle ovvietà: senza il cast che si ritrova, "Quel che resta di mio marito" sarebbe stato un film fin troppo fragile e senza alcun mordente. Come spesso accade in pellicole low-budget, è il pregevole cast la vera spina dorsale del film. Immense tutte e tre, anzi, tutte e quattro, se calcoliamo anche Christine Baranski (attrice versatile presente anche nell’ultimo "Mamma mia!") nel ruolo di una figliastra troppo delusa dalla morte del padre per riuscire a razionalizzare il fatto.
Ecco quindi che sorprendentemente le quattro signore dimostrano, tra amori fugaci che diventano storie e botte di vita che si trasformano in vincite fortuite al Casinò, di avere molta più vitalità di tante ragazzine del Cinema contemporaneo di Hollywood.
Il viaggio come riscoperta di sé non è certo una novità: tanto meno al cinema, dove di on the road se ne sono visti di tutte le salse.
Dal capolavoro "hippie" "Easy Rider" fino ad arrivare a "Crossroads", quando la Spears aveva ancora una carriera felice davanti, e non alle spalle. In mezzo non possiamo non ricordare quel "Thelma e Luise" che fece scandalo e lanciò un giovanissimo Brad Pitt. "Quel che resta di mio marito" non si discosta da tutte le tematiche insite nel genere, ma tenta di differenziarsi anche grazie a qualche idea new-age efficace: come quella di spargere le ceneri in quattro regioni dell’America che richiamano visivamente i quattro elementi naturali terra, aria, acqua e fuoco.
Al di là di questo il film non va, ma finisce per piacere e convincere comunque. Forse anche perché riesce a evocare, in ultima istanza, l’immagine di un grido di vita - quello delle tre attrici - in una terra arida - il Cinema o l’America – ma ancora piena di prospettive diverse.
Diego Altobelli FILM UP
Critica
"Jessica Lange non è solo un'attrice bravissima e bellissima: è una donna che ha fatto scelte importanti. Vive nel suo ranch con Sam Shepard, fa solo i film in cui crede, sceglie con cura i registi. Con Kathy Bates e Joan Allen compone un trio di fuoriclasse: ma è straordinaria nel ruolo dell'odiosa figliastra, anche la Christine Baranski che in 'Mamma Mia!' è l'amica 'rifatta' di Meryl Streep. 'Quel che resta di mio marito' è un film da far vedere in tutte le scuole di recitazione." (Alberto Crespi, 'L'Unità, 17 ottobre 2008)
"Struttura alla 'Thelma e Louise', con aggiunta la protesi urna che si scarrozza Orlando Bloom in 'Elizabethtown', 'Quel che resta di mio marito' è intriso da echi di spiritualità mormona che raffreddano ogni gesto e sentimento del film, fino a farlo risultare una declinata e declinante ripetizione di uno stagionato road-movie. Peccato perché le tre signore sono attrici davvero superbe (la Bates su tutte) e alcuni momenti, come l'accostamento auto-camion (guidato dal canuto Tom Skerritt), sembrano arrivare diretti dall'armadio nobile degli archetipi del cinema americano classico." (Davide Turrini, 'Liberazione', 17 ottobre 2008)
"'Quel che resta di mio marito' di Christopher N. Rowley non è 'Thelma & Louise' e nemmeno vuol esserlo. Ogni svolta narrativa è prevedibile. Ma sicuramente Jessica Lange, Kathy Bates e Joan Alllen (12 nomination e tre Oscar in totale) sono meravigliose. Due minuti che le vedi insieme e metteresti la mano sul fuoco che quelle tre sono cresciute fianco a fianco. Attrici che non giudicano i loro personaggi. Li vivono. Magistrali." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 17 ottobre 2008)
"Commedia dolceamara, dove traspare il cinismo del nostro vivere quotidiano, stemperato da grandi interpretazioni, senza dimenticare che tanto, tutto finisce in cenere." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 17 ottobre 2008)
"Un incantevole trio di interpreti in un'America suggestiva per una commedia on the road che, a dispetto del tema, non rischia il patetico." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 17 ottobre 2008)
"La Bates diverte, confessando d'essersi tolta le ragnatele dalle pudenda, ma nel complesso quest'opera prima di Christoper N. Rowley potrebbe restar l'ultima." (Cinzia Romani, 'Il Giornale', 17 ottobre 2008)
"Un mix del femminismo Usa, 'Thelma e Louise' con pomodori verdi fritti, auto in panne, autostoppisti in cerca di papà, storia di sorellanza di piccole donne in crescita. Iper sentimentale gestito da un buon deb, il film scatta foto di paesaggi e tramonti anche interiori, beghe familiari un po' di Hopper sparso e il bon ton del regista che assicura di essersi ricordato della vita della cara nonnina." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 ottobre 2008)
"Il viaggio, per volere di una timida ma determinata Arvilla, diventa un pellegrinaggio nei luoghi che sono stati testimoni del suo amore. Ad ogni tappa, discretamente, sparge un pugno di cenere. Fino a che non resta quasi più niente. Fino a un epilogo che conferma la linea dolcemente crepuscolare e di sorridente malinconia che ha segnato il delicato film." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 17 ottobre 2008)
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