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Corazones de Mujer
Titolo originale: Corazones de Mujer
Nazione: Italia
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 85'
Regia: Kiff Kosoof
Sito ufficiale: www.corazonesdemujer.com
Cast: Aziz Amehri, Waldi, Medi & Hoja
Produzione: 011films
Distribuzione: Movimento Film
Data di uscita: 20 Giugno 2008 (cinema)
Trama:
Torino. Una giovane donna di origine araba in procinto di sposarsi, é alle prese con i preparativi per il matrimonio, ma un grande problema la turba, Zina ha già perso la verginità e nel mondo arabo questo non é permesso. Shakira, il sarto travestito che le deve fare l'abito, la informa dell'esistenza di un chirurgo in Marocco capace di farle "riacquistare la verginità" o come si dice nel film, riportarla a "chilometrizero"..! Inizieranno così un viaggio verso l'Africa che alla fine risulterà un viaggio alla scoperta di se stessi e della vera libertà...
Corazones de Mujer
Un "frocio" e una "puttana". Una volta bollati con questo marchio, in Marocco, non solo si è emarginati (per le donne, se non si arriva vergini al matrimonio), ma quando si appartiene alla prima categoria si rischia anche la vita, in pestaggi di gruppo da parte di fondamentalisti islamici. Nel migliore dei casi, cioè quello del film, al figlio piccolo di un padre che scopre di avere un diverso orientamento sessuale viene detto che il genitore è morto.
"Corazones de mujer" ha avuto origine da una storia raccontata - da una persona appena conosciuta - e poi ripercorsa insieme ai protagonisti reali (non attori professionisti, quindi) che l’hanno interpretata di nuovo. Alla sceneggiatura (solo una traccia, sviluppata poi durante le riprese), produzione (50 mila euro di costo) e regia, dietro lo pseudonimo Kiff Kosoof ("eclisse" in arabo, come augurio – sostengono gli autori – per "la fine di un qualcosa e l'inizio di qualcosa di meglio") si nascondono Pablo Benedetti e Davide Sordella. Documentarista, Benedetti è stato collaboratore dell’artista Lindsay Kemp, che lo voluto a dirigere un ritratto su di lui. Sordella invece ha girato cortometraggi, pubblicità, videoclip sulla prevenzione dell’AIDS, documentari, e il suo primo film, "fratelli di sangue".
Interessante il viaggio a ritroso: se entrambi i personaggi, in Italia, avevano cercato un fuga di libertà, è nel ritorno nel paese d’origine, nel deserto materiale di una società patriarcale e intollerante, che affronteranno i conflitti irrisolti. Un pò finzione e un pò cinema verità, la pellicola è sospesa continuamente – con ricercatezza visiva - tra il piano onirico e un reale il più possibile legato all’immagine della tradizione. Nella solidarietà tra "diversi" reietti, i due personaggi arrivano da una parte alla presa di coscienza, dall’altra al coraggio dell’affermazione della propria identità. Comunque nel segno, come suggerisce il titolo, della femminilità.
Federico Raponi FILM UP
Critica "Regolare i conti dell'anima on the road è fenomeno cinematografico trito, ma i registi italiani Davide Sordella e Pablo Benedetti, celati dietro lo pseudonimo ufficiale K. Kosoof, ridonano lustro a una formula di genere che per molti autori italiani era diventato refugium peccatorum del nulla cosmico. In 'Corazones de mujer' il viaggio si fa metafora, spesso comica, di una calibrata e variopinta analisi dello slittamento d'identità e di comportamento sessuale dalla tradizione istituzionalizzata." (Davide Turrini, 'Liberazione', 16 febbraio 2008)
"Firmato col nome d' arte di Kiff Kosoof, il film è dei due filmaker italiani, Davide Sordella ('Fratelli di sangue')
e Pablo Benedetti, impegnati nel racconto di eccentriche gesta di Aziz Ahmeri, alias Shakira, travestito a Torino (viene in mente 'ossigenarsi a Taranto', la canzone di Arbasino) che accompagna in Marocco la promessa sposa Zina per aiutarla nella scelta degli abiti, in realtà per complessa operazione di recupero di verginità. Road movie transgender in rotta Italia-Spagna-Marocco, con i folclorismi e i sentimentalismi del caso, unione di destini avversi: umiliati per ragioni di clandestinità sessuale. Naturalmente i due viaggiando si ri-conoscono, si voglion bene, apprezzano le proprie devianze secondo un racconto nato dalle vere esperienze dei diretti interessati simulate in un transgender espressivo che offre lirismo trash, sincerità e due soldi di speranza." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 giugno 2008)
"Dalla sessualità artefatta alla purezza dei sentimenti con 'Corazones de Mujer' di Kiff Kosoof (alias Davide Sordella e Pablo Benedetti) il road movie italiano, che ha incantato al Festival di Berlino. (...) Il film incanta e ripulisce dai pregiudizi razziali e sessuali." (Salvatore Trapani, 'Il Giornale', 13 giugno 2008)
"E' un viaggio a tempo, non una fuga, un tatuaggio-marchio fa da conto alla rovescia. I Kiff Kosoof (in arabo significa eclisse), collettivo formato da Paolo Benedetti e Davide Sordella, già autori di 'Fratelli di sangue', regalano una bella prova di regia, l'ispirazione ad Almodovar è originale e non diventa mai debito, la sceneggiatura frizzante ed essenziale ha tanti, ma mai troppi, spunti. Un viaggio di formazione sentimentale, di consapevolezza sessuale, di incontro e confronto, di vita appassionata e dolente. L'ottima musica (Enrico Sabena) accompagna la storia regalandole leggerezza e profondità, cifra stilistica di questo melodramma tenero e arguto, che pur senza accusare direttamente (Allah, Maometto, i governanti marocchini non vengono neanche citati) va al cuore, alla pancia e al cervello di chi guarda, con un (sor)riso amaro." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 13 giugno 2008)
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