Un matrimonio all'inglese
Titolo originale: Easy Virtue
Nazione: Regno Unito
Anno: 2008
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 95'
Regia: Stephan Elliott
Sito ufficiale: www.easyvirtuethemovie.co.uk

 

Cast: Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes, Kimberley Nixon, Katherine Parkinson, Kris Marshall, Christian Brassington, Charlotte Riley, Jim McManus
Produzione: Ealing Studios, Fragile Films, Endgame Entertainment, BBC Films
Distribuzione: Eagle Pictures

Data di uscita: Roma 2008
09 Gennaio 2009 (cinema)

Trama:
I ruggenti anni '20 sono passati... gli anni '30 sono solo all'inizio. Il giovane inglese John Whittaker s'innamora perdutamente di Larita, una ragazza americana sexy ed affascinante, e i due si sposano immediatamente. Quando la coppia torna a casa, la madre di John, Mrs Whittaker, ha un'immediata reazione allergica nei confronti della neomoglie del figlio. Larita cerca di fare del suo meglio per tentare di adattarsi, ma sfuggire ai tranelli architettati dalla suocera non è una facile impresa. Presto, Larita comincia a capire la tattica messa in atto da Mrs Whittaker e realizza di dover reagire se non vuole rischiare di perdere John. Scoppia una guerra fatta di piccole astuzie e volano le prime scintille. Mrs Whittaker è decisa a sconfiggere la propria rivale e così cerca di manipolare ogni situazione, mentre Larita, con una calma disarmante, architetta sfacciate controffensive. Presto, la tattica manipolatrice di Mrs Whittaker inizia a dare i suoi frutti e John e Larita percepiscono che il loro amore rischia di svanire. In un grandioso finale, in cui i segreti del passato di Larita vengono rivelati, la ragazza riesce finalmente a fuggire dalla soffocante casa...

Inghilterra anni '30. Una campionessa americana di automobilismo sposa in fretta un giovane aristocratico e si reca nella residenza di campagna per conoscerne i genitori. Insomma parliamo di un "Ti presento i miei" spostato nel tempo, nello spazio e nei generi (stavolta il confronto è tra donne: mamma e moglie), ma comunque dalle dinamiche narrative piuttosto delineate.
All'interno di un contesto freddo e legato alle apparenze come quello di una nobiltà ormai decadente (e per questo ancor più legato alla forma), l'irruenza della statunitense, la sua "facile spudoratezza" (dal titolo originale Easy Virtue), diventa una vera e propria mina vagante, di certo uno spunto per diverse situazioni comiche. I dispetti tra le due donne, una vogliosa che il figlio rimanga a casa a curare la tenuta, l'altra vogliosa di tornare nella più mondana Londra, scandiscono la parte centrale (e più comica) della storia, riservando al finale la parte più "drammatica" della vicenda, una morale che sa molto di "amore e buoi dei paesi tuoi".
Ci si diverte, ma senza grosso entusiasmo, più sorrisi che risate.
L'utilizzo della colonna sonora per dare un pò di ritmo al tutto, è tanto "normale" per una commedia inglese di questo tipo, quanto spesso infelice per l'assenza, nei dialoghi e nella sceneggiatura, di momenti di vera ironia o di una storia che, al di là del confronto fra donne, non ha altre intuizioni (e quindi si appiattisce ben presto). La confezione è elegante e anche la regia di Stephn Elliott cerca in qualche modo di arricchire il tutto (alcune immagini, soprattutto quando si gioca con i riflessi, sono più che interessanti), ma al film manca quel salto in alto che sembra sempre lì in attesa. Un pò sprecato risulta invece l'utilizzo di un grande attore comico come Kris Marshall (nel film è il maggiordomo): nelle poche scene in cui appare la risata è dietro l'angolo.

La frase: "Venere di Milo, ti presento la venere di Detroit".

Andrea D'Addio FILM UP

 

 

Critica

"Ci spostiamo in Inghilterra per scoprire la diva hollywoodiana di domani: Jessica Biel. Che bomba. E che brava. Non deve essere stato facile per lei precipitare in mezzo a un gruppo di grandi attori inglesi (Colin Firth e Kristin Scott Thomas tra i leader) e vincere la caccia alla volpe. Jessica splende come yankee sciupamaschi che sposa giovane rampollo inglese. Ma il suo soggiorno anglosassone sarà un incubo per via della suocera. E' 'Easy Virtue' da Noel Coward ma riletto in chiave rock da una regia vivace di Stephen Elliot. Battute a raffica, humour anglosassone di prima qualità e la Biel che sembra una nuova Katharine Hepburn. Solo più sexy. Scarlett Johansson? Jessica se la mangia a colazione." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 ottobre 2008)

"Il delizioso 'Easy Virtue' è diretto da Stephan Elliott sulla base della commedia di Noel Coward già messa in scena dal giovane Hitchcock nel '28. Impagabile scorcio d'inglesità anni Venti, sottoposto al vaglio sardonico delle battute e del ritmo perfetti, il film mette a duro confronto la spumeggiante americana Larita con il microcosmo familiare del fresco maritino John: tra equivoci e contrattempi davvero esilaranti, l'iniziale disagio sottopelle finisce per esplodere nella lussuosa (ma indebitata) magione di campagna, non prima di avere demolito l'intera impalcatura delle differenze di classe, umori, tabù, abitudini, repressioni e complessi. Gli 80 anni di vita del testo sono, insomma, scavalcati in raffinata scioltezza grazie anche agli interpreti, tra cui spiccano la meravigliosa non-oca bionda Jessica Biel, il giovane & innocente Ben Barnes ex principe Caspian di 'Le cronache di Narnia' e Kristin Scott Thomas nel ruolo della suocera più ridicola e isterica della storia del cinema." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 28 ottobre 2008)

"Spira l'aria della commedia - e che commedia! - in 'Easy Virtue'. Il gancio è di quelli irresistibili, scovato in un lavoro di Noel Coward per il quale passò Hitchcock quando il cinema era ancora muto. (...) Un duello a base di battute velenose, trappole e dispetti, che via via fa affiorare tutto quello che il coperchio delle buone apparenze nasconde." (Guido Barlozzetti, 'E Polis Roma', 28 ottobre 2008)

"'Easy Virtue' non è solo una prova di abilità registica. Elliott scommette su raffinatezza, gusto e spettacolarità, dissemina note eccentriche, e molto contemporanee, e usa il cinema con un bel senso di libertà. Cosa oggi assai rara." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 30 ottobre 2008)

"Brillante e ottimamente interpretata invece la commedia 'Matrimonio all'inglese' di Stephen Eiliot in cui una giovane americana appena divorziata, sposa un ragazzo inglese e incontra la famiglia super snob del marito. Tratto dalla pièce teatrale di Noel Coward, che nel 1927 aveva ispirato anche 'Fragile virtù' di Alfred Hitchcock, il film ironizza su tabù e desideri repressi della middle class inglese, ma il tema dell'eutanasia che si insinua attraverso l'oscuro passato della bella americana viene affrontato con superficialità." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 9 gennaio 2009)

"Grazie a Stephen Elliot, è nata una stella. Il suo 'Matrimonio all'inglese' (in originale 'Easy Virtue') impone infatti Jessica Biel, che esce alla pari dal temibile confronto con la cinquantenne Kristin ScottThomas. Eppure la Biel parte con lo svantaggio del personaggio positivo, quindi meno interessante: è la buona, americana e spregiudicata, contro la suocera, inglese e arcigna, che ha però le battute migliori. (...) 'Un matrimonio all'inglese' invece regge: perfino un ventenne si diverte con questa vicenda ideata per adulti. E i risvolti gay, a cominciare dalla misoginia, saranno colti solo da chi li sa cogliere; gli altri arriveranno comunque alla fine senza guardare l'orologio. Quanto allo scivolamento in avanti della storia dal 1923 aI 1929, se non ci sono motivi dichiarati, ce n'è uno non dichiarato: esibire da ogni angolazione possibile la spider di un'industria tedesca che comincia costruire auto solo nel 1929!" (Maurizio Cabona, "Il Giornale', 9 gennaio 2009)