Vuoti a rendere

Titolo originale: Vratné lahve
Nazione: Repubblica Ceca, Regno Unito
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 100'
Regia: Jan Sverák
Sito ufficiale: www.vratnelahve.cz
Cast: Zdenek Sverak, Tatiana Vilhelmová, Daniela Kolarova, Jiri Machacek, Alena Vránová, Miroslav Táborský, Nella Boudová, Jan Budar
Produzione: Phoenix Film Investments, Portobello Pictures, TV Nova, U.F.O. Pictures
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 16 Gennaio 2009 (cinema)

Trama:
Dopo aver lasciato il suo lavoro da insegnante, Josef, un uomo dal carattere "difficile" che vive con la moglie, ormai rassegnata al suo modo d'essere, si da fare per trovare un altro lavoro. Trova un impiego nel settore dello stoccaggio delle bottiglie vuote in un supermercato ma scopre anche che si può imparare a prendere la vita in un altro modo, iniziando con l'essere più gentile con le altre persone...

 

Vuoti a rendere

Un rapporto sanguigno, affettivo e artistico quello tra padre (Zdenenk) e figlio (Jan) Sverak. In proposito, "Vuoti a rendere" (Empties) chiude una trilogia esistenzial-genitoriale di lungometraggi di finzione realizzati in sodalizio – e fruttuosa di riconoscimenti in quanto a premi e pubblico - che tocca l’infanzia ("Scuola elementare", nomination all’Oscar) e la condizione adulta ("Kolya", statuetta come miglior film straniero); e in cui si inserisce anche il documentario "Tatinek" (Papà), inizialmente pensato per terminare proprio sulle riprese di quest’ultimo lavoro sulla vecchiaia, che invece poi è slittato. L’attesa ha però riservato le sue soddisfazioni, non solo in attestati da diversi festival internazionali ma addirittura per il miglior incasso di sempre nella storia della Repubblica Ceca. L’incognita tra l’altro era ben presente, trattandosi di un ritorno sul grande schermo dopo un’assenza decennale per papà Zdenenk e, da co-protagonista a distanza di diverso tempo, per Daniela Kolarova (che era stata sua sposa filmica anche nel ’94). La cui presenza, del resto, sembra la risposta mirata ad un’accusa toccata a volte ai Sverak rispetto all’utilizzo di personaggi femminili poco incisivi.
Come co-produttore e regista c’è Jan, mentre il compito di sceneggiatore e attore (e paroliere della canzone originale) spetta al genitore, che nella vita è pure scrittore e autore teatrale.
Insieme alle notazioni sulla solitudine ("i miei amici o si sono rimbambiti o sono morti") e alla "rottamazione sociale" riservate alla terza età, si aggiungono la robusta, schietta tempra della coppia rodata ("statistiche. Voi morite prima e noi veniamo a trovarvi sulla tomba. Non mi va di farlo"), le caratterizzazioni di un ingranaggio dalla dimensione anche corale e ben oliato, dinamismo e uno spirito combattivo e umoristico al contempo.
Federico Raponi FILM UP

Critica

"Sono la coppia meno edipica del cinema mondiale. Eppure sono padre e figlio. Zdenek scrive e interpreta. Jan dirige. Attenzione: il regista è il figlio, di solito accade il contrario. E questo già dice la tenera eccentricità di 'Vuoti a rendere', terzo capitolo di una trilogia resa celebre da 'Kolya' (Oscar '96). L'ambientazione è particolare , il tema universale: la vecchiaia. Meglio: l'invecchiare insieme. Joseph infatti ha una moglie ma cerca, come dire?, di non pensarci troppo. Spiritoso e vitale com'è, farebbe di tutto per non annoiarsi. Dunque cambia lavoro più volte. Sogna a occhi aperti. Si concede complicate fantasie erotiche. Insomma partecipa divertito allo spettacolo del mondo cercando di non essere mai troppo vicino né troppo lontano. Nel frattempo accasa un coetaneo bisbetico, piazza la figlia abbandonata a un collega ignaro, scopre di poter provare, oltre che ispirare, gelosia. Il tutto raccontato con un tocco lieve e scanzonato come lo sbuffo
d'aria calda che porta in alto la mongolfiera nel gran finale. Troppo in alto o troppo in basso? Troppo pericoloso o non abbastanza? Poco importa in fondo. L'essenziale è continuare a volare." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 gennaio 2009)

"Casto ottimo e vario, la sceneggiatura garantisce attenzione per tutta una serie di indovinati, buffi caratteri femminili."(Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 16 gennaio 2009)

"Il racconto è così ben congegnato da spaziare fra i rapporti umani, con un finale che non sfuggirà agli appassionati del cinema ceco, la comparsa della mitica figura di ferroviere che evoca i 'Treni strettamente sorvegliati' di Menzel, anche lui vincitore di Oscar che era ancora un ragazzino." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 16 gennaio 2009)

"Pluripremiata, semiautobiografica, con quella qualità di leggiadria tipica di certo cinema praghese,
la commedia è frutto di una ben collaudata collaborazione fra Zdenek Sverak, sceneggiatore e interprete, e il figlio regista Jan. Il messaggio chiave è nei versi cari al protagonista: 'Per un po' di amore in capo al mondo andrei/come chi sta davanti a una porta e chiede)". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 16 gennaio 2009)