Eldorado Road
Titolo originale: Eldorado
Nazione: Francia, Belgio
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 85'
Regia: Bouli Lanners
Sito ufficiale: www.eldorado-lefilm.com
Cast: Bouli Lanners, Fabrice Adde, Philippe Nahon, Françoise Chichéry, Didier Toupy
Produzione: Versus Production, Lazannec
Distribuzione: Archibald Enterprise Film
Data di uscita: 29 Agosto 2008 (cinema)
PREMIO 'EUROPA CINEMA' PER IL MIGLIOR FILM E PREMIO FIPRESCI ALLA 40."QUINZAINE DES REALISATEURS" (CANNES, 2008).
- PREMIO 'PESARO NUOVO CINEMA 2008.
Yvan, un collerico quarantenne che commercia in auto d'epoca, sorprende il giovane Elie mentre sta per derubarlo. Ciò nonostante non gli spacca il muso. Al contrario, viene colto da uno strano affetto nei suoi confronti e accetta di riaccompagnarlo a casa dei suoi genitori con la sua vecchia Chevrolet. Comincia così uno strano e bizzarro viaggio attraverso un paese magnifico e imprevedibile...
Eldorado Road
Non c’è nessuna leggendaria terra da raggiungere in "Eldorado road", ma un vuoto sentimentale da lasciarsi alle spalle da parte di due solitudini, fianco a fianco – a testare la reciproca fiducia - giusto il tempo del tragitto. Contemplatore di paesaggi automobilistici fin da piccolo, Bouli Lanners ha messo una cura particolare nella ricerca dei set ("sono in grado di guidare anche settimane – racconta - per scovarne uno. Quando lo trovo, continuo a tornarci, lo esamino e riscrivo la scena in base a ciò che esso suscita in me"), e con in testa l’idea di un’immagine da Far West ha filmato in cinemascope un non-luogo decadente, d’orizzonte basso e strade di provincia.
Pittore autodidatta che ha fatto diversi tipi di lavoro in TV prima di diventare popolare in una commedia, l’attore/regista ha girato corti, un video musicale e questo è il suo secondo lungometraggio, da lui scritto, diretto e interpretato. Protagonisti, nella marginalità, un tossicodipendente ladruncolo e un omone che non ha cane da guardia (come invece tutti i suoi vicini), telefono cellulare e per principio non ha mai preso l'autostrada. Un incontro possibile perché quest’ultimo soffre di un senso di colpa dovuto alla perdita del fratello minore per overdose mentre lui era Oltreoceano.
Introdotto da un pittoresco folle convinto di essere il nuovo messia, il racconto parte da un buffo accadimento autobiografico e, proprio per gli elementi di mistero e novità legati al viaggio, più che una fumosa mèta è il percorso l’importante. Con un rock di rarefatta intensità, dolente, straniato (in colonna sonora Lanners ha inserito canzoni a cui teneva e brani fatti scrivere appositamente), e un’andatura divagante tra collezionisti di automobili ammaccate da incidenti mortali, cimiteri di roulotte, uomini alla guida nudi con naturalezza, il cineasta mette in campo – con personalità - figure grottesche e tragicomiche, un algido e laconico umorismo, slanci sentimentali improvvisi e struggenti.
Federico Raponi FILM UP
Chi avrebbe detto che il grigio Belgio vallone potesse funzionare così bene sul grande schermo? Meno originale è la struttura della narrazione: un road-movie con due personaggi solitari di poche parole che si incontrano, alimentano vaghi rapporti filiali, e alla fine si separano. Tante carinerie che sembrano create per il pubblico di un festival, bizzarrie gratuite e anche tocchi macabri spiazzanti. Cinofili (sic) astengansi. (Alberto Pezzotta – ViviMilano)
"Eldorado" : la Belgique, ses grands espaces, ses virées en Chevrolet
La Belgique de Bouli Lanners ressemble aux grandes forêts du Canada. Plantée d'arbres immenses au feuillage sombre, traversée de larges rivières, peuplée de marginaux, elle sert de décor à un road-movie d'un nouveau type : absurde, tragique, cocasse et sentimental. Le film s'appelle Eldorado, comme la cité mythique sur laquelle se sont fracassés tant de destins. Il donne envie d'aimer son auteur. Au son d'un rock crépusculaire, le cinéaste livre son pays imaginaire à la contemplation, le temps d'une virée en Chevrolet à bord de laquelle deux blocs de solitude ont temporairement trouvé refuge pour se réchauffer l'un contre l'autre. (Isabelle Regner LE MONDE)
Il Belgio non è solo fratelli Dardenne. Qualcuno – parlando di cinema, non stiamo gareggiando con i pregiudizi che il killer irlandese Colin Farrell sfodera nel film "In Bruges – La coscienza dell'assassino" – sa far tesoro di perfetti tempi comici. Applicati, in "Eldorado", alla più consunta delle situazioni: balordo incontra balordo, e insieme si mettono in viaggio a bordo di una Chevrolet del 1979, nel piattissimo paese cantato da Jacques Brel, inquadrato in cinemascope come una prateria western. Ma non si dà luogo comune che un regista bravo non sappia far tornare come nuovo. Assieme a Edouard Baer (maestro di cerimonie della serata inaugurale, dove abbiamo ritrovato in splendida forma Claude Lanzman, assente alla Fiera del Libro di Torino per gravi motivi di salute), il regista, sceneggiatore e attore era in una commedia tarantinesca ma gentile vista l'anno scorso a Locarno, "J'ai toujours rêvé d'être un gangster" di Samuel Benchetrit. (Mariarosa Mancuso IL FOGLIO)
Presentato alla 40° "Quinzaine des Realisateurs" del Festival di Cannes 2008 Eldorado Road, dopo aver fatto incetta di premi, è ora "sulla strada" della distribuzione internazionale e sarà visibile in Italia a partire dal 29 agosto.
Il regista belga Bouli Lanners non aveva intenzione, inizialmente, di interpretare il ruolo del protagonista, ma a un certo punto ha dovuto ammettere che la parte di Yvan, il collerico commerciante d'auto che si ritrova un ladro in casa e, invece di spaccargli il muso, lo accompagna in un lungo viaggio in macchina verso il confine francese, gli somigliava molto. Scrivendo il film, aveva ritratto se stesso e il suo modo "agrodolce" di guardare alla vita. (Marianna Cappi My Movies)
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