INFO E
STORIA

.:: SCHEDA DEL FILM ::.


TRANSYLVANIA
di Tony Gatlif

Interpreti Asia Argento, Amira Casar, Birol Ünel, Alexandra Beaujard, Marco Castoldi, Beata Palya
Regia e sceneggiatura originale Tony GATLIF – Fotografia Céline BOZON
Musiche originali Tony GATLIF - Delphine MANTOULET
Montaggio video Monique DARTONNE - Montaggio audio Adam WONLY
Scenografie Brigitte BRASSART
Prod.: Princes Film, Pyramide Productions - Distr: Lady Film.

FILM DI CHIUSURA AL FESTIVAL DI CANNES 2006.
Trama:
Zingarina arriva in Transilvania, nel cuore della Romania, alla ricerca dell'uomo che ama. Lo ha conosciuto in Francia, ma lui l'ha lasciata precipitosamente, senza una parola di spiegazione... Accompagnata dall'amica Marie, che veglia gelosamente su di lei, Zingarina si butta a corpo morto nella sua missione amorosa, e si lascia catturare da un paese che l'affascina. Ma quando ritrova il suo ex amante in piena festa pagana, lui la respinge brutalmente. Impazzita per il dolore, Zingarina abbandona Marie, che le ricorda il suo passato, per fondersi completamente in questa nuova terra, la Transilvania, dove incontra Tchangalo, un uomo solo come lei, senza frontiera e senza legami.

Critica:
Zingarina non è una vera gitana quanto piuttosto una ribelle. Arriva in Transilvania alla ricerca di un musicista che l'ha amata e messa incinta. Lo trova per scoprire di essere stata definitivamente abbandonata ma si innamora dei luoghi e di Tchangalo, un tenebroso mercante.
Gatlif torna in Romania (ricordate Gadjo Dilo?), una terra che lo attrae per la vena di mistero e di follia che la percorre. Ancora una volta è la musica a fare da motore del suo cinema. Una musica concitata e dolorosa, pronta a fuggire per farsi inseguire come un po' tutti i personaggi del suo cinema errante, alla ricerca di una stabilità da perdere il più presto possibile una volta trovata. Il rischio della ripetività è presente ma ciò che ogni volta lascia sorpresi è la composizione di uno sguardo che si rinnova a ogni prova. In questo caso grazie anche all'ottima prestazione di Asia Argento grezza e sensibile al contempo e di Birol Unel la cui fisicità ricca di sfumature avevamo già imparato ad apprezzare ne La sposa turca.
GIANCARLO ZAPPOLI Mymovies.it

Tony Gatlif:
Nato ad Algeri nel 1948, Tony Gatlif sbarca in Francia agli inizi degli anni 60, senza un soldo in tasca e impara a conoscere l’itinerario caotico dei ragazzi di strada – delinquenza e riformatori.
Amante del cinema fin da ragazzo, grazie a Michel Simon, Tony Gatlif frequenta un corso di arte drammatica. Cinque anni dopo, è sul palco del TNP (Théatre National Populaire) in un’opera di Edward Bond diretta da Claude Régy. Parallelamente scrive la prima sceneggiatura, ispirata alla sua esperienza nei riformatori, La rage au poing.
Nel 1975, passa dietro la cinepresa con La tête en ruine. Tre anni più tardi, gira La terre au ventre, che evoca la guerra d’Algeria vissuta dalla madre e le sue quattro figlie.
Nel 1981, gira in Spagna, con i gitani di Granata e Siviglia, Corre, gitano. Ma è grazie a Les Princes che Tony Gatlif si fa notare. Lodato dalla critica, Les Princes è un’opera senza pathos sui gitani della periferia di Parigi. Poi Gatlif scrive e dirige La ragazza senza fissa dimora, la storia della fuga di un’adolescente che cerca, nel suo errare, l’immagine di suo padre. Pleure pas my love rappresenta una replica a tutti coloro che criticano il regista perché s’interessa solo agli emarginati. Segue Gaspard et Robinson, commedia sociale e storia di un amicizia sullo sfondo della disoccupazione. Nel 1992, Tony Gatlif si lancia nell’avventura di Latcho Drom, vero inno alla musica tzigana. Con un cast tecnico ridotto, parte sulle tracce dei gitani attraverso un viaggio musicale che ci porta dal Rajasthan all’Andalusia, passando per l’Egitto, la Turchia, la Romania, l’Ungheria e la Francia per un anno intero. Il film sarà accolto bene durante la proiezione a Cannes, nella sezione “Un Certain Regard”. È di nuovo un incontro, questa volta con a scrittrice Jean-Marie G. Le Clezio, a ispirare Mondo, storia di un bambino di dieci anni, senza famiglia, che sbarca a Nizza. Nel 1997, Gadjo Dilo – Lo straniero pazzo descrive l’arrivo in un villaggio tzigano in Romania di un giovane “gadjo” (straniero in lingua rom), alla ricerca di una cantante scomparsa: il film ottiene un successo di pubblico e di critica in Francia e all’estero. Un anno dopo, Gatlif ricompone la coppia di Gadjo Dilo – Lo straniero pazzo, Romain Duris e Rona Hartner, per un film libertario, Je suis né d’une cicogne.
Vengo – Demone Flamenco, nel 2000 narra della rivalità tra due famiglie andaluse e dà l’occasione al regista di dirigere per la prima sullo schermo Antonio Canales, ballerino e star del flamenco spagnolo.
Girato nella Francia orientale un anno più tardi, Swing parla dell’incontro tra Max, ragazzino che vuole diventare un grande chitarrista “come Django Reinhardt” e Swing, una bambina zingara.
Ritrovando Romain Duris per Exils nel 2004, il regista porta lo spettatore per un viaggio attraverso l’Andalusia e il Maghreb, dove la musica, personaggio a sé stante, guida i passi dei protagonisti. Il film si aggiudica il Premio per la Miglior Regia al festival di Cannes. Presentato in chiusura del 59esimo festival di Cannes, Transylvania è il 15esimo lungometraggio di Tony Gatlif.


FILMOGRAFIA
2006 TRANSYLVANIA
2004 EXILS
2002 SWING
2000 VENGO – DEMONE FLAMENCO
1999 JE SUIS NÉ D’UNE CICOGNE
1998 GADJO DILO – LO STRANIERO PAZZO
1996 MONDO
1993 LATCHO DROM
1990 GASPARD ET ROBINSON
1989 PLEURE PAS MY LOVE
1985 LA RAGAZZA SENZA FISSA DIMORA
1983 LES PRINCES
1982 CORRE GITANO (inedito)
1978 LA TERRE AU VENTRE
1975 LA TÊTE EN RUINES

 

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