INFO E
STORIA

.:: SCHEDA DEL FILM ::.

Nelle tue mani

Anno 2007
Durata 100
Origine ITALIA
Colore C
Genere DRAMMATICO
Specifiche tecniche 35 MM (1:1.85)
Produzione ROBERTO LEVI, MATTEO LEVI, BRUNO TRIBBIOLI, ALESSANDRO BONIFAZI PER 11 MARZO CINEMATOGRAFICA, BLUE FILM, COCACOLOR
Distribuzione TEODORA FILM
Data uscita 14-03-2008

Regia
Peter Del Monte

Attori

Kasia Smutniak- Mavi
Marco Foschi - Teo
Luisa De Santis - Madre di Teo
Severino Saltarelli - Padre di Teo
Luciano Bartoli - Padre di Mavi
Simona Caramelli - Laura
Alberto Cracco - Ugo
Gaetano Carotenuto - Juan
Riccardo Francia - Dario
Elena Solofra - Caterina
Noemi Abbrescia - Caterina piccola
Alba Rohrwacher - Carla
Pier Francesco Pogg - Padre di Dario
Marina Pennafina - Madre di Dario
Nicolò Benvenuti - Giorgio
Paolo De Bernardis - Professore universitario
Fosca Banchelli - Maestra
Gian Piero Rotoli - Portiere
Silvano Lotti - Anziano vicino
Isabelle Colbena - Colf
Andrea Bruschi - Editore
Carolina Levi - Ragazza ospedale
Paolo Luccini - Raffi
Davide Manuli - Avvocato

Soggetto
Peter Del Monte

Sceneggiatura
Michele Pellegrini
Peter Del Monte

Fotografia
Marco Carosi

Musiche
Paolo Silvestri

Montaggio
Erika Manoni

Scenografia
Nicola Pontrandolfo

Costumi
Valentina Stefani

Trama

Teo, brillante studente di astrofisica, viene investito dall'auto guidata da Mavi, una ragazza di Spalato che, insieme al padre, vive da diversi anni in Italia. Dopo aver prestato soccorso e donato il sangue a Teo, Mavi sparisce nel nulla, ma qualche anno dopo i due si ritrovano e ben presto si innamorano l'uno dell'altra. La loro vita insieme scorre felice, si sposano, hanno una figlia, Caterina, ma quando Teo trova un nuovo lavoro che lo porta spesso in viaggio, tra lui e Mavi, che inizia a dare segni di squilibrio, sorgono una serie di problemi che sfociano in liti furibonde. Teo decide di trasferirsi a casa dei genitori insieme alla figlia, e, con il passare del tempo, grazie ad un nuovo impiego, Mavi appare ristabilita e la famiglia sembra trovare un nuovo equilibrio. L'illusione della tranquillità è però di breve durata poiché Mavi, che in realtà non ha mai superato i fantasmi del suo passato, è ancora una volta vittima della sua instabilità emotiva.

Teo e Mavi si conoscono in un modo strano: lei investe lui con la sua auto; si incontrano casualmente qualche tempo dopo ed iniziano a frequentarsi. Si sposeranno ed avranno una bambina, Caterina. Il lavoro di Teo lo porterà a viaggiare molto, innescando la gelosia e le paure di Mavi, un crinale perverso che porterà lei vicino alla follia e fagociterà il loro rapporto. Dopo il divorzio entrambi appaiono incapaci di portare avanti la propria vita lontani l'uno dall'altro ma, mentre Teo sembra riuscire a raggiungere la tranquillità emotiva e familiare, è diverso il discorso per Mavi, corrotta da turbe mentali che appaiono all'improvviso e che sembrano avere le proprie radici in un equivoco rapporto con il padre. MYMOVIES.IT
Quando Mavi investe con la macchina il giovane Teo i due ancora non si conoscono, ma da quel fortuito incontro sboccia una passione dalla quale nasce Caterina. Malgrado la gravidanza però, Mavi continua a dimostrare di essere una ragazza complicata, dal passato non risolto e turbata da continui sbalzi umorali. Uno di questi la porta perfino a pugnalare il giovane e ad allontanarsi da lui. Ma più i due si allontanano, più si avvicinano...
Viene da chiedersi se in Italia gli sceneggiatori cominceranno mai ad usare un escamotage diverso dall'incidente con la macchina per far incontrare due personaggi. E viene in mente come Woody Allen, invece, usava le automobili nel capolavoro "Io e Annie". Ma si parla di genio, e della intrinseca capacità di saper comunicare le cose. Qui di geni e di capolavori non v'è traccia, e questo malgrado la pellicola di Peter Del Monte (navigato regista dello straniante "Controvento" con Margherita Buy) sia ben diretta e risulti piuttosto interessante: soprattutto per la sua narrazione, così coraggiosamente dilatata nel tempo.
La trama infatti si sviluppa lungo circa dieci anni e racconta la nascita, la morte e la resurrezione di un’estenuante storia d'amore.
Estenuante sì, perché di fondo questo si tratta: una storia d'amore estenuante, plagiata da un disturbo umorale e coltivata solo grazie all'inesauribile pazienza del protagonista (un bravo attore di nome Marco Foschi). A lui Mavi (interpretata da Kasia Smutniak, che in questo film ricorda a tutti di essere un attrice e non una comparsa come in "Caos calmo") fa veramente di tutto…
Intenzioni autoriali - come nella tradizione del regista, buona regia e buona capacità di dirigere gli attori - ma non adeguatamente supportate dalla sceneggiatura, che scivola in più passaggi e mina costantemente una pellicola caratterizzata da un senso di ansia strutturale e formale. In questa angoscia narrativa, come se vi fossero troppe storie da raccontare (la bambina con i genitori separati, la ragazza col disturbo psichiatrico, un padre che muore come in un film western, un altro che forse molestava la figlia...), il film non riesce a fare ciò che si era prefissato. Raccontare l’inquietudine che si prova quando ci si affida, anima e corpo, a una persona che speri non ti lascerà. Questo noi l'abbiamo capito, malgrado Peter Del Monte non sia stato proprio chiarissimo.
Diego Altobelli Film up
Critica "Crisi del settimo anno per Peter Del monte, un cineasta di sensibilità estrema, attratto dalle psicologie speciali e contorte, il cui candore da poeta viene spesso maldestramente isolato e qualche volta più che criticato nei suoi drammi (mai mélo), sempre dissonanti. Il che ne fa un autore indigesto e non popolare anche quando si accosta a tematiche non proprio sovversive come la voglia di alcuni giovani, dal sesso opposto, di andar via di casa, mettere su famiglia e fare dei figli, possibilmente con la benedizione dei genitori e della società. Ma non è così facile, e non solo per gli affitti impossibili..." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 14 marzo 2008)

"Non è un caso che negli ultimi anni alcuni registi italiani si affidino sempre di più a interpreti straniere per ruoli difficili e sfaccettati. Pensiamo all'ottima Barbora Bobulova, ma anche a Ksenia Rappaport ('La sconosciuta' di Tornatore). Ora Kasia Smutniak, dopo le mute apparizioni in 'Caos Calmo', parla, e molto, nell'intenso 'Nelle tue mani' di Peter Dal Monte. Delineando molto bene il personaggio della giovane Mavi (...) Da vedere se psichicamente ben attrezzati." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 14 marzo 2008)

"Con 'Nelle tue mani' Del Monte e il suo cast hanno fatto scelte coraggiose e anticonvenzionali, regalandoci personaggi non ovvi e delicatezza di sguardo. Un film fatto anche di sbagli (di scrittura, soprattutto. In un film così è superfluo esplicitare cosa sia il caos), ma che rimane comunque piccolo e prezioso, di quelli che fanno bene alla crescita di un pubblico attento e sensibile. C'è da dire grazie a loro, ai produttori e al coraggioso distributore 'Teodora' che lo porta in sala." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 14 marzo 2008)

"Il nuovo film di Peter Del Monte è così diverso dalla zuppa ipocrita cui ci ha abituato tanto pessimo cinema italiano, che sconcerta e conquista. Per la forza di andare fino in fondo. Per la capacità di aggiungere con ogni personaggio idee e sentimenti nuovi. Per la capacità di illuminare un carattere in una sola scena (lei che imprevedibilmente chiede 'Non ci abbracciamo?' uscendo dallo studio dell'avvocato dopo la separazione). Spigoloso, imperfetto, a tratti fin troppo poetico, ma vero e toccante, 'Nelle tue mani ha le qualità che mancano crudelmente al nostro cinema piacione e televisivo. Una lezione di dignità." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 marzo 2008)

"Del Monte, regista sempre assai bravo, trova un dinamismo contemplativo raro e molto interessante." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 marzo 2008)

"Del Monte, sensibilie, scrive e parla al cuore senza retorica e conosce la capacità introspettiva del non detto e il fascino degli opposti, comunica gli affetti senza farci regredire allo stadio prepuberale. Conosce bene la materia, scorciatoie & chiaroscuri, prepara una sfida tra raziocinio e l'energia del disordine mentale di una donna autodistruttiva che sconta la pena di mali oscuri del passato ed arriva a spogliarsi moralmente e materialmente, sulla scia di Rossellini. La famiglia non esce indenne, la paura piccolo borghese non serve, ci vuole volontà per capire la vitalità delle differenze e la furia primordiale, rendendosi complementari ad esse." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 marzo 2008)

 

 

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